Cambiamento di prospettiva

Lavorare per una settimana in un altro Paese e conoscere la quotidianità dei colleghi stranieri: per quattro installatori di impianti sanitari svizzeri e nepalesi questo sogno si è avverato
TESTO: Simon Ming – FOTO / VIDEOS: Patrick Rohr

Esercitare la propria professione per una settimana in un Paese completamente diverso, vivere insieme a colleghi stranieri e conoscere la loro cultura e quotidianità: questo è lo scopo del «cambio di prospettiva» reso possibile da Geberit e Helvetas a due installatori di impianti sanitari provenienti dal Nepal e a due dalla Svizzera.

Nepal

Il cantiere si trova un po’ fuori da Katmandu. Il 22enne turgoviese Armin Kellenberger, stretto in un autobus pieno di gente, è molto stupito: «Da noi tutti gli installatori sanitari hanno un furgone con tutti gli attrezzi necessari. Qui invece tutti vanno in cantiere con i mezzi pubblici». Il suo collega nepalese Bhu Bikram Angdembe, 26 anni, porta tutti gli utensili in uno zaino. Tutto pronto - si parte! Durante il viaggio, dagli altoparlanti esce un’allegra musica pop nepalese.

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Dalla fermata del bus si raggiunge il cantiere a piedi © Helvetas

20 minuti più tardi, l’autobus si ferma a Bhaktapur, una città vicina a Katmandu. Dove prima cresceva il riso, ora sorge un intero quartiere per la classe media. Una volta raggiunto il cantiere, è necessario essere flessibili: si sa quale lavoro andrà svolto quel giorno solo una volta arrivati sul posto È una novità per Armin Kellenberger e il 33enne Adrian Brühwiler, che a casa a Oberwangen è il capo di Armin presso la Brühwiler Sanitär AG. Un’altra differenza: in Nepal è il committente che compra i materiali edili, e non sempre in tempo.

Sotto la guida di Padam Sunuwar, 29 anni, proprietario da un anno e mezzo dell’azienda idraulica «Plumber’s Home» a Katmandu, i due svizzeri e i loro nuovi colleghi preparano le condutture che porteranno l’acqua fresca nel serbatoio sul tetto. Dal momento che raramente la temperatura a Katmandu scende sotto lo zero, i tubi non devono essere protetti dal gelo. «Pertanto è sufficiente lasciare i tubi scoperti lungo la parete esterna», spiega Armin. Dal serbatoio, le tubazioni conducono l’acqua in basso, in cucina e nei servizi igienici. I tubi vengono saldati tra loro per effetto del riscaldamento.

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Gli svizzeri in Nepal aiutano a collegare delle tubazioni.           © Helvetas
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Adrian Brühwiler, Bhu Bikram Angdembe, Armin Kellenberger e Padam Sunuwar insieme al lavoro a Katmandu © Helvetas
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In cantiere i quattro professionisti si sentono a proprio agio. © Helvetas
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Un fuoco alimentato con carta di giornale e colla, per collegare due tubi. © Helvetas
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«Le estremità delle condutture più grandi in Nepal vengono scaldate tramite un piccolo fuoco fatto con carta di giornale e colla e poi inserite una dentro l’altra. In Svizzera è sicuramente molto diverso.»

Adrian Brühwiler, installatore sanitario 

Dopo il lavoro, gli svizzeri si sistemano a casa dei loro colleghi nepalesi. Sono ospitati da Padam, che vive in una casa di due stanze insieme alla moglie Ganga e alla figlia di sette anni Una. Gli svizzeri dormiranno nella camera con due letti. La famiglia dormirà nel frattempo nell’altra stanza, dove in un angolo c’è anche la cucina.

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Adrian (sinistra) e Armin mentre gustano la tradizionale colazione nepalese. © Helvetas

A colazione, che viene tradizionalmente consumata alle nove, si mangia come anche a cena il Dal Bhat, una zuppa di lenticchie con riso e curry di verdure. Il cibo viene servito dapprima agli ospiti nella loro stanza; la famiglia mangia più tardi nell’altra stanza. Per Adrian e Armin è insolito il modo in cui in Nepal si dimostra rispetto agli ospiti.

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Adrian Brühweiler, Swastika, la cugina di Padam, la moglie di Padam, Ganga, la figlia Una, Padam Sunuwar, Bhu Bikram Angdembe, Armin Kellenberger © Helvetas

Bhu Bikram vive con la sorella al piano di sotto nella stessa casa. È venuto a Katmandu per cercare lavoro. Da sei mesi impara da Padam il lavoro di installatore sanitario. Lo stesso Padam ha imparato il suo mestiere grazie a due corsi di diverse settimane che ha frequentato presso un centro di formazione professionale, che mostra ai colleghi svizzeri il penultimo giorno.

I corsi che si tengono lì sono stati sviluppati da Helvetas nell’ambito del programma “Employment Fund”, in collaborazione con enti di formazione pubblici e privati. Grazie al programma co-finanziato dalla DSC, Helvetas sostiene le persone povere e svantaggiate, offrendo loro una formazione professionale. Così aumentano le possibilità di trovare lavoro. La disoccupazione giovanile in Nepal è molto alta e si attesta al 46 %. Lo scopo è che i diplomati e le diplomate del corso trovino effettivamente lavoro; pertanto il pagamento agli enti di formazione è associato a questo risultato. Questo sistema funziona: il 71 % dei diplomati ha ancora un lavoro tre anni dopo la formazione oppure ha un lavoro autonomo.

Nel centro di formazione professionale ci si basa molto sulla pratica; ci sono bagni completamente attrezzati dove gli studenti possono esercitarsi. La formazione è pratica e adatta al contesto, come fa notare Adrian: «Il materiale è un po’ vecchio per i nostri standard. Tuttavia è adeguato a quello che si trova nei cantieri».

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Lezione alla lavagna © Helvetas
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Gli apprendisti si esercitano con impegno. © Helvetas
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In officina viene data grande importanza alle esercitazioni pratiche. © Helvetas
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«La prima parte del cambiamento di prospettiva è stata molto intensa. Abbiamo potuto vedere davvero come lavorano e vivono i nostri colleghi nepalesi.»

Adrian Brühwiler, installatore sanitario

Svizzera

Un paio di settimane più tardi in Svizzera. Alle sette di mattina c’è già un certo trambusto presso la Brühwiler Sanitär AG a Oberwangen. Gli installatori sanitari - tutti uomini - sono riuniti e Adrian assegna i compiti. Bhu Bikram e Padam oggi prestano per la prima volta servizio con Armin. Insieme in mattinata devono sostituire in un appartamento un vecchio lavabo con uno nuovo. Per Bhu Bikram il lavabo doppio con il mobile a specchio sembra ancora perfettamente utilizzabile:

«Non lo butteremmo di certo via da noi!»

Bhu Bikram Angdembe, installatore sanitario in Nepal

Il fatto che il trapano sia anche un avvitatore automatico stupisce Padam, ma dopo poco già si rende utile e si mette al lavoro. I due nepalesi fanno molte domande interessanti su tutto quello che viene fatto. «Al lavabo viene applicato un isolante acustico, affinché non si senta in tutta la casa quando qualcuno si lava le mani. È una cosa molto intelligente», dice Bhu Bikram. In brevissimo tempo, il nuovo lavabo è pronto.

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Padam (sinistra) Bhu Bikram e Armin sostituiscono un lavabo. © Helvetas

Quando escono di casa, dal cielo cadono grossi fiocchi di neve. Bhu Bikram e Padam vedono la neve per la prima volta. Katmandu si trova nella zona climatica sub-tropicale. Nel paese da cui viene Bhu Bikram, nella pianura nepalese del Terai, al confine con l’India, prevalgono addirittura temperature tropicali.

Fa molto freddo e nevica anche un paio di giorni più tardi sullo Schwägalp. Oltre a lavorare, i due ospiti hanno anche la possibilità di conoscere qualcosa in più della Svizzera. Padam guarda in alto con scetticismo: queste corde sottili dovrebbero portare la cabina fino in cima al Säntis? Ma la curiosità prevale e presto i quattro installatori sanitari si trovano, se non sul tetto del mondo, almeno sul tetto della Svizzera orientale. Il cielo blu e l’abbonadante neve offrono ai visitatori un paesaggio spettacolare.

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Bhu Bikram e Padam vedono la neve per la prima volta. © Helvetas
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Non proprio il tetto del mondo, ma il tetto della Svizzera orientale: il Säntis. © Helvetas
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I quattro installatori sanitari si gustano una fondue. © Helvetas
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Come in Nepal, anche qui Adrian mostra ai suoi colleghi dove ha imparato il suo mestiere: nel centro di formazione professionale tecnica di Frauenfeld. La formazione è importante, lo sanno bene Bhu Bikram e Padam. Provano tutti gli attrezzi. Quando una giovane donna mostra le sue abilità di saldatrice, i due nepalesi sono molto stupiti. In Nepal, quello di saldatore è un mestiere a parte, solitamente esercitato dalle caste inferiori. Il fatto che i lavori manuali in Svizzera godano di una buona reputazione è una cosa nuova per Bhu Bikram e Padam.

Va imparata anche la lingua. «Gschwind» (veloce) è la prima parola che entrambi imparano. Altre frasi importanti sono «Ich brauche Arbeit» (mi serve lavoro) e «Ich brauche Essen» (mi serve del cibo). Il cibo svizzero è buono, dicono i nepalesi. Ma tutto quel formaggio gli ha fatto venire un po’ di mal di pancia, così si consolano con la Rivella. La loro settimana in Svizzera è finita in fretta. «Resterei volentieri, ma il mio biglietto dice che devo partire», afferma Bhu Bikram in aeroporto.

Padam da questa esperienza vuole portare con sé una migliore pianificazione delle attività. «Rende tutto il lavoro più facile, porto a casa molti insegnamenti». Mette in valigia anche un rinnovato orgoglio verso il suo lavoro. Adrian si rallegra che il cambiamento di prospettive sia stato reciproco. «Abbiamo anche visto cosa abbiamo in comune. La coesione della famiglia è molto importante sia qua che là».

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Alla scuola di formazione professionale, un allievo mostra le sue capacità nella saldatura. © Helvetas

Geberit e Helvetas 

Geberit e Helvetas hanno dato avvio al loro partenariato nel 2010 con l’obiettivo di migliorare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici per le persone nei Paesi in sviluppo. Attraverso il suo generoso sostegno, Geberit ha aiutato Helvetas a garantire acqua potabile e servizi igienici a quasi tre milioni di persone negli ultimi sette anni.

Maggiori informazioni sul cambiamento di prospettiva sono disponibili anche sul sito web di Geberit.