© Helvetas / Thomas Kozlik

Acquisti pubblici sostenibili

Il consumo sostenibile dovrebbe essere scontato anche nel settore pubblico. Helvetas si impegna pertanto per un adeguamento in questa direzione della Legge federale sugli acquisti pubblici.
© Helvetas / Thomas Kozlik

Ogni anno la Confederazione, i cantoni e i comuni acquistano merci e servizi per un valore di 40 miliardi di franchi svizzeri: uniformi per l’esercito, computer per l’amministrazione cantonale, cordoli in pietra per le piazze del paese. 40 miliardi di franchi svizzeri distribuiti tra migliaia di fornitori e prestatori di servizi nazionali ed esteri. Ma in molti Paesi in sviluppo si lavora in condizioni precarie. È quantomeno dal crollo dello stabilimento tessile «Rana Plaza» in Bangladesh, nell’aprile 2013, che anche il grande pubblico è consapevole di quanto possano essere carenti le misure di tutela dei lavoratori nei Paesi in sviluppo ed emergenti.

La responsabilità è anche del settore pubblico

Tuttavia il settore pubblico continua a trascurare la sua responsabilità sociale di grande consumatore. È vero che esistono numerosi comuni e pubblici uffici che acquistano in modo socialmente responsabile e intendono adottare criteri di sostenibilità sociale nelle loro gare d’appalto. Ma poiché così facendo si muovono in una zona grigia dal punto di vista normativo, molti servizi preposti agli appalti indietreggiano di fronte a questa possibilità.

Attualmente il parlamento si sta occupando della revisione della Legge federale sugli acquisti pubblici. Se da un lato gli aspetti ecologici vengono presi ampiamente in considerazione, dall’altro il disegno presentato dal Consiglio federale in ambito sociale supera appena le norme minime essenziali stabilite dall’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). Non sono inoltre previsti controlli sulla loro osservanza. In questo modo temi centrali come la sicurezza sul posto di lavoro o la regolamentazione degli orari di lavoro continuano a essere tralasciati. Siccome però, alla fine, è quasi sempre l’offerta più vantaggiosa che si aggiudica l'appalto, la Confederazione favorisce così proprio quegli offerenti che abbassano i prezzi a discapito dei lavoratori. Contemporaneamente vengono svantaggiati tutti quei datori di lavoro che prendono sul serio la loro responsabilità sociale, sia all’estero sia in Svizzera.

Politica di sviluppo e di acquisto contraddittorie

Così facendo la Confederazione vanifica anche la propria cooperazione allo sviluppo, con la quale promuove condizioni di lavoro migliori e catene di valore sostenibili nei Paesi in sviluppo ed emergenti. Non ha senso effettuare al contempo ordini milionari ad aziende di Paesi in sviluppo ed emergenti che non si preoccupano della salute dei propri lavoratori e pagano salari sufficienti appena per sopravvivere.

In quanto membro della coalizione delle ONG per gli acquisti pubblici (Pane per tutti, Sacrificio quaresimale, Max Havelaar, Public Eye, Solidar, Swiss Fair Trade), Helvetas è impegnata pertanto a ottenere da Berna una legge sugli acquisti moderna e socialmente sostenibile.

Politica dello sviluppo in Svizzera

La Svizzera deve orientare la propria politica internazionale sulla giustizia sociale, sulle pari opportunità e su condizioni di vita e lavorative dignitose.

Politica internazionale

La Svizzera deve assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei Paesi più poveri, anche negli ambiti della propria politica in materia di economia estera, clima e migrazione.

Advocacy nel Sud

Per un vero cambiamento serve un dialogo aperto tra politica e società. Per questo Helvetas promuove lo scambio tra chi prende le decisioni e chi le subisce.