© Dialogo CEDU
Balerna e Zurigo – 19 ottobre 2018

Helvetas dice no alla «Iniziativa sull’autodeterminazione»

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Il 25 novembre 2018 si svolgerà la votazione relativa alla «Iniziativa sull’autodeterminazione». Un sì al progetto metterebbe a repentaglio lo standard svizzero dei diritti umani e lo Stato di diritto. Il segnale a livello internazionale sarebbe fatale, soprattutto per i molti paesi in sviluppo in cui opera Helvetas. L’organizzazione svizzera di cooperazione allo sviluppo apartitica e aconfessionale raccomanda pertanto di respingere l’iniziativa.

L’Unione democratica di centro (UDC) ha lanciato un’iniziativa popolare dal nome «Iniziativa per l’autodeterminazione - Il diritto svizzero anziché giudici stranieri», che sarà messa in votazione il 25 novembre. Il progetto prevede che la Costituzione federale svizzera abbia sempre la precedenza, tranne che per poche eccezioni, sul diritto internazionale. Con l’approvazione di quest’iniziativa la Svizzera sarebbe costretta a porre fine a tutta una serie di accordi rilevanti, compresa la Convenzione europea per i diritti dell’uomo (CEDU), la quale garantisce la protezione dei diritti dell'uomo in molti paesi, tra cui la Svizzera. Ciò avrebbe delle conseguenze intollerabili, anche dal punto di vista della politica di sviluppo.

In gioco la credibilità della Svizzera

«Helvetas è impegnata in favore dei diritti dell’uomo e dello Stato di diritto in tutto il mondo – valori svizzeri che dobbiamo difendere a tutti i costi anche in patria», afferma Therese Frösch, Presidentessa dell’organizzazione indipendente svizzera di sviluppo Helvetas, che si occupa dei diritti umani e si adopera affinché essi siano rispettati in circa 30 paesi. Helvetas è convinta che il consenso attorno a tale iniziativa potrebbe rappresentare un segnale fatale – soprattutto in quei paesi in cui le persone non hanno accesso a una giurisdizione indipendente basata sul diritto internazionale vincolante.

In molti luoghi del mondo, la croce svizzera è ancora oggi sinonimo di affidabilità, impegno e lealtà nei confronti di persone svantaggiate e oppresse. Con l’adozione dell’ingannevole «Iniziativa per l’autodeterminazione» la Svizzera metterebbe a repentaglio proprio questi valori e non sarebbe più in grado di promuoverli e rappresentarli in modo credibile all'estero. Per questo Helvetas si esprime chiaramente contro questo disegno di legge.

Un «no» protegge i diritti fondamentali delle minoranze

I diritti umani garantiti dal diritto internazionale sono un fondamento centrale della comunità svizzera. Ci garantiscono libertà d’opinione e d’associazione e molto altro ancora, tutti elementi che costituiscono le basi della nostra società liberale, come la negoziazione pacifica degli affari politici da parte di vari gruppi di interesse sociale.

Un sì alla «Iniziativa sull’autodeterminazione» metterebbe soprattutto in pericolo le diverse minoranze in Svizzera. Questo perché la Svizzera non dispone di un tribunale che possa tutelare i diritti fondamentali in caso di conflitto con una legge federale.

Alla «Iniziativa sull’autodeterminazione» si oppone un'ampia alleanza composta da diversi partiti, organizzazioni della società civile e associazioni imprenditoriali. Anche Helvetas è membro di questa Alleanza della società civile contro l'Iniziativa sull’autodeterminazione