Rohingya  | © Helvetas / Patrick Rohr
Balerna e Zurigo – 21 agosto 2019

61 ONG chiedono giustizia e aiuti per i rifugiati rohingya

© Helvetas / Patrick Rohr

Due anni dopo la crudele espulsione di 740’000 Rohingya dal Myanmar, quasi un milione di bambini, donne e uomini vivono ancora in condizioni precarie nel più grande campo profughi del mondo in Bangladesh. 61 organizzazioni non governative (ONG) nazionali e internazionali prendono posizione e presentano quattro richieste alla comunità mondiale. Helvetas è cofirmataria e continua a sostenere i rifugiati sul posto.

In nessun altro luogo vivono così tanti rifugiati in uno spazio così ristretto come nel campo profughi di Cox's Bazaar in Bangladesh. E questo da due anni ormai. Il 25 agosto 2019 è un triste secondo anniversario: segna l'inizio della fuga forzata di centinaia di migliaia di rifugiati rohingya da situazioni di violenza in Myanmar. Circa un milione di persone vive in condizioni precarie nel più grande campo profughi del mondo - senza prospettive per il futuro. Perché un ritorno sicuro alla loro patria Myanmar non è prevedibile. Al contrario, un recente rapporto dell'Australian Strategic Policy Institute dimostra che le autorità birmane continuano a distruggere i villaggi rohingya per fare spazio alle basi militari e ai potenziali campi di rimpatrio. Il recente aumento della violenza ha esacerbato la già precaria situazione umanitaria nello Stato di Rakhine.

Ora 61 organizzazioni non governative (ONG) nazionali e internazionali hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale con quattro richieste alla comunità internazionale di intervenire contro la crisi umanitaria. L'organizzazione svizzera per lo sviluppo Helvetas, che sostiene i rifugiati sul posto ed è attiva in Bangladesh da 19 anni, ha cofirmato la dichiarazione. "Il destino dei Rohingya sta scomparendo dal radar dei potenti e dei media; la catastrofe umanitaria sta svanendo nella nostra percezione e i rifugiati e le famiglie locali hanno disperatamente bisogno del nostro sostegno", dice Barbara Dietrich, responsabile del programma di Helvetas per l'Asia meridionale.

Le quattro richieste a favore dei Rohingya

Da due anni i rifugiati rohingya nei campi in Bangladesh dipendono dall'aiuto umanitario. Diverse ONG locali, nazionali e internazionali sostengono il governo del Bangladesh e le organizzazioni delle Nazioni Unite per assicurare la sopravvivenza di quasi un milione di persone - con cibo, acqua, servizi igienici, assistenza sanitaria, alloggio e istruzione informale.

I rifugiati, tuttavia, hanno sempre più bisogno di servizi di base per la loro sussistenza. Vivono in condizioni catastrofiche, con un futuro incerto e senza accesso all'istruzione formale. Stanno emergendo sempre più preoccupazioni per la sicurezza - e anche tensioni tra la popolazione locale molto povera e i rifugiati indigenti. La comunità internazionale deve ora rispondere e sostenere il governo del Bangladesh. In risposta alla crisi, le ONG chiedono quanto segue:

- Inclusione dei Rohingya: chiediamo che i governi di Myanmar e Bangladesh coinvolgano i Rohingya nelle discussioni e nelle decisioni sul loro futuro, compreso il loro ritorno volontario e sicuro.

- Diritti umani per i Rohingya in Myanmar: chiediamo al governo del Myanmar di garantire pienamente i diritti umani, affrontare le cause profonde della crisi nello Stato di Rakhine e creare le condizioni necessarie per porre fine alla espulsione dei Rohingya. La comunità internazionale deve sostenere il Myanmar nella sua ricerca di soluzioni politiche e umane, affinché i Rohingya possano tornare nel loro paese su base volontaria, in sicurezza e dignità. La comunità internazionale dovrebbe condannare le violenze passate e continue in Myanmar.

- Protezione e accesso dei rifugiati ai mezzi di sussistenza e all'istruzione: invitiamo i governi del Bangladesh e del Myanmar a fornire ai rifugiati l'accesso a servizi quali l'istruzione primaria e la formazione professionale, e a fornire ai rifugiati e alla popolazione locale l'accesso alla protezione legale nei campi.

- Soluzioni a medio e lungo termine: facciamo appello alla comunità internazionale affinché mantenga il suo impegno umanitario e trovi soluzioni adeguate a favore degli sfollati rohingya in Myanmar e all’estero. Allo stesso tempo, la comunità internazionale dovrebbe continuare a sostenere il governo del Bangladesh, anche finanziariamente, per aiutare i rifugiati e le famiglie locali bisognose che hanno accolto i Rohingya in Bangladesh.

Helvetas sostiene i più deboli

Helvetas lavora con i rifugiati in Bangladesh dall'inizio della crisi umanitaria. Dopo il primo aiuto d'urgenza, l'organizzazione svizzera per lo sviluppo ha sostenuto la costruzione di latrine e di cucine a biogas con delle tecniche innovative. Attualmente - nella stagione dei monsoni - l'attenzione è focalizzata sulla protezione contro le frane. Helvetas promuove anche la coltivazione di piccoli orti situati sia sopra sia accanto alle semplici capanne, in modo che le famiglie rifugiate possano nutrirsi meglio e siano meno dipendenti dagli aiuti umanitari. Helvetas lavora anche con organizzazioni partner per proteggere le donne e le ragazze. Allo stesso tempo, l'ONG svizzera cerca di prevenire i conflitti lavorando con le famiglie locali che hanno perso la loro terra quando i rifugiati sono arrivati e che continuano a vivere in condizioni di grave povertà.

Continuano le violazioni dei diritti umani in Myanmar

Circa mezzo milione di Rohingya vive ancora nello Stato di Rakhine in Myanmar, dove è in corso una vera e propria crisi dei diritti umani. Secondo Amnesty International, sfollamenti, violazioni dei diritti umani, esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari, torture e altri maltrattamenti sono tuttora molto diffusi. Allo stesso tempo, le autorità stanno ostacolando l'accesso delle organizzazioni umanitarie alle zone colpite.

Per domande:

Rodolfo Penne
Partenariato progetti e filantropia
Rodolfo Penne

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