Nel giardino cresce il futuro

La maliana Korotimi Kamaté ha imparato in un corso di orticultura tutto ciò di cui necessita per potersi garantire un reddito, un'esistenza e una vita autodeterminata.
TESTO: Liliane Eggli – FOTO / VIDEOS: Fatoumata Diabaté

Ad ogni colpo di piccone vortica molta polvere, ma il fossato dev'essere ancora più profondo. Da sei mesi, Korotimi Kamaté coltiva il proprio orto nel piccolo villaggio di Somo. Ha da sempre il pollice verde; il mestiere, invece, lo ha imparato in un corso di orticultura promosso da Helvetas.

Chi vuole sopravvivere qui dev'essere innovativo

Il corso fa parte di un progetto su formazione e agricoltura, che Helvetas promuove nel sud del Mali. L'obiettivo è quello di ridurre la malnutrizione, di rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici e di consentire alle famiglie e ai giovani di guadagnare di più. Poiché chi vuole sopravvivere in questa zona del Sahel, dev'essere innovativo: piove sempre di meno e in maniera più irregolare. Gli insegnanti locali di questo corso familiarizzano così i partecipanti a metodi di coltivazione che sono stati riscoperti dopo un lungo periodo di oblio, come ad esempio il compostaggio.

Durante il corso, nel cortile viene immediatamente delimitato un campo, il cui terreno viene picconato e innaffiato. Il tutto avviene sempre sotto la guida dell'istruttore, sempre pronto a dare consigli utili su come sfruttare al meglio quella terra arida, permettendo ai giovani allievi di migliorare costantemente. 

Dove germogliano le idee di business

Dopo tre mesi di corso, viene organizzato uno stage pratico per approfondire ciò che si è imparato. Solitamente, l'insegnante aiuta i giovani a organizzare questo stage. Per Korotimi ciò non è stato necessario, in quanto ha semplicemente chiesto a suo padre un pezzo di terra in cui poter iniziare subito la sua coltivazione.

Già durante il corso aveva piantato in un filare del sesamo, grazie al quale la sera poteva preparare dei biscotti da vendere in paese la mattina dopo, prima dell'inizio delle lezioni. In tal modo ha guadagnato da sola gli otto franchi necessari a coprire i costi di formazione. Sulla scia di questo successo, ha comprato - tramite un sostegno finanziario iniziale minimo - dei semi di ocra.

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Oggi il suo giardino è un'oasi verde chiaro al centro di un paesaggio arido. Korotimi è orgogliosa del suo lavoro, del sesamo, del peperoncino, dell'ocra. «Ma non riesco ancora ad avere successo con le patate.» Ambiziosa e amante della sperimentazione com'era, aveva infatti cercato di essere parsimoniosa ma al contempo più scaltra del suo insegnante. Invece di tagliare in due i semi dei tuberi di patata, li ha tagliati in piccoli pezzi - con la speranza di ottenere una maggiore resa. Invece, non è cresciuto quasi nulla. Frustrata, si è rivolta al suo formatore. Adesso, Korotimi ha nuovamente tagliato i semi dei tuberi di patata, ma questa volta a metà, e questo secondo tentativo sembra stia dando i suoi frutti.

La giovane donna va per la sua strada. A 24 anni vive ancora nella casa dei suoi genitori. Ciò rappresenta una grossa eccezione nelle zone rurali del Mali, dove sovente le donne si sposano in giovane età. Korotimi invece non si è mai sposata e ha la fortuna di avere dei genitori che sostengono la sua ambizione di potercela fare da sola. Per i Kamaté, l'istruzione è importante. I loro sei figli hanno tutti terminato la scuola, come si addice alla famiglia dell'ex maestro del villaggio.

 

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Con la forza dei propri muscoli e uno spirito creativo

Quando Korotimi può recarsi al mercato locale di Somo con una scodella colma di peperoncini dal rosso intenso, è soddisfatta - ma non sino in fondo. «I prezzi qui non sono così buoni», ci spiega. Non può ancora permettersi di andare in mercati più lontani, ma senza dubbio non è che una questione di tempo. La sua ambizione si riflette infatti in molti dettagli.

Per esempio, nel sistema di irrigazione che si è costruita da sola. Nel suo giardino, c'è un buco da cui si può attingere l'acqua tramite un secchio. È quindi facile indovinare da dove provengano le braccia muscolose di Korotimi. Ogni secchio pesa infatti cinque chili. L'acqua raccolta è poi versata in una vecchia botte, che lei stessa ha predisposto. Quando la botte è piena, la pressione dell'acqua è abbastanza potente da annaffiare con un tubo i suoi filari.

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Kotorimi esegue tutto il suo lavoro con estrema precisione. Durante la semina dell'insalata, utilizza sovente il metro, per assicurarsi che le distanze fra i solchi nei filari siano esatte. Semina anche le piantine a una distanza precisa l'una dall'altra. Anche così facendo, nulla può sfuggire: qui c'è una donna che sa esattamente cosa vuole. Con il suo giardino. Con la sua vita.

Korotimi vuole costruire la sua azienda. E ampliarla. Vuole produrre abbastanza da poter rifornire anche i mercati più grandi. E vuole guadagnare abbastanza per poter creare lei stessa dei posti di lavoro. Inoltre, in futuro vorrebbe anche poter attribuire a qualcun altro i lavori più faticosi. E sposarsi? «Sì», afferma Korotimi, che desidera già un marito. «Ma uno che mi rispetti e che mi lasci fare. E dev'essere coraggioso. Soprattutto coraggioso.»

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